Voce 1: "manchi di mordente"
Voce 2: "il fan-club chiede post più lunghi e narrativi"
E come si fa, se hai un raffreddore tremendo che ti attanaglia? e pensieri in numero enorme e confusi che ti ronzano in testa che nemmeno uno sciame d'api?
Ecco, lo chiedo a voi, cari amici. Come si fa?
Sono nella mia casa romana, avvolta nel mio pigiamino col gatto nero disegnato sul davanti, sotto il piumone viola preso in saldi al Panorama, con una straziante e quanto mai biografica canzone nelle cuffie dell'iPod
ancora con l'influenza, ancora con la tosse e un bel po' di fazzolettini consumati. Per soffiarmi il naso, s'intende. (lo specifico perché poi voi pensate male).
Dovrei studiare ma il raffreddore mi fa lacrimare gli occhi e non riesco né a leggere né a disegnare.... preferisco quindi compiangermi e lamentarmi, dell'influenza, del fatto che sono sola nonostante abbia un marito, del fatto che ho ormai oltrepassato i trent'anni e che poco ho da spartire con la maggioranza delle persone con cui sto studiando, del fatto che quest'anno mi salta il capodanno a Venezia, del fatto che mi ficco sempre in situazioni improbabili (provate a confutare: che questa anacronistica vita universitaria non lo sia?), del fatto che le cose prevedibili e la vita tranquilla mi annoiano quando alla mia età dovrebbero iniziare a confortarmi, e si, anche del fatto che fa freddo e piove.
E come la canzone di cui sopra, ammazzo il tempo bevendo caffè nero bollente, aspettando la telefonata del collega che mi aggiorna sulla lezione di Urbanistica.
Però mi manca il mordente anche oggi, e anzi, mi viene la malinconia: non ho battute sarcastiche o intuizioni sagaci da sottoporvi, nemmeno perle di saggezza universitaria da condividere, solo voce rauca, naso tappato ed umore nero.
Avrei voglia di una serata vagamente alcolica fatta di confidenze di battute a doppio senso di chiacchiere da bar, e di corse notturne per strada, di cazzate al sapore di vodka alla pesca.... avrei voglia di mio padre che mi viene a prendere al chioschetto, dei suoi rimproveri perché mi sono seduta in braccio al mio fidanzatino, o delle sue punizioni per aver fatto sega a scuola andando al Centro Sociale Occupato.. avrei voglia di Libreria Toletta e dei libri venduti a peso, di Venezia e delle frittelle untissime della Madonna della Salute, di osservazioni lapalissiane, di tempi comici imparati al DAMS senza laurearsi, di scorpacciate di Nutella rubata.... avrei voglia del divanone bianco, delle serate pizza-cinema-coccole, dei riccioli di Fabri, e dei gatti che dormono sui miei piedi.
Ma avrei anche voglia di ciambelline al vino, di grappa barricata, e di passeggiate notturne ai Castelli, inerpicandosi su strade impraticabili dalle quattro ruote, di improbabili risotti allo zafferano inventati sul momento, di castagne arrosto, di passeggiate al Pincio e di Daniele Silvestri che canta in piazza del Popolo, avrei voglia di colleghi molto piccoli e di pizza con la mortazza.
Qualcuno tra voi penserà che invece mi basterebbe del sesso. O forse basterebbe solo che guarissi da questa cavolo di influenza.
Nel frattempo faccio scorpacciate di latte caldo e film in streaming.