.... che non c'è. Almeno per ora, quando mancano 13 giorni al primo (che può essere sia Geometria Descrittiva che Urbanistica, dato che per entrambi gli appelli sono il 13 e il 27, e io mi sono prenotata a tutti e due).
Oggi, studiando a casa di un collega per l'esame di Fisica Tecnica, è uscito l'argomento "panico da esame" e mi è stato fatto notare che io sembro serena e pacifica mentre tutti gli altri tremano e si gonfiano d'ansia già da un po'.
A scatenare l'argomento è stata una scenetta degna del miglior Fantozzi d'annata: il fratello del mio collega, sbadatamente (ed evidentemente non facendolo apposta) scollega dalla rete elettrica il pc dove un altro collega stava lavorando tutta la mattina, e ovviamente non era venuto in mente a nessuno di "salvare"... risultato, tutto da rifare. Seguono scene di isteria e urla, e insulti da far rabbrividire (e sbellicare dalle risate).
E mentre a qualcuno iniziava quasi a scendere una lacrima, io tranquilla dico che infondo sono cose che capitano, e che non è il caso di farne un dramma. Mi hanno guardato come se fossi un'aliena, e mi hanno chiesto come facessi a stare calma e serafica nonostante lo stress e i quattro esami da dare in meno di un mese.
Per rispondere mi ci è voluto un po', ma credo che il "trucco" (se così si può chiamare) sia quello di pensare che studiare è un piacere, e che infondo i problemi della vita sono altri. Verrebbe da dirvi le bollette i casini sul lavoro perdere un genitore, ma a parte queste catastrofi, in genere, credo che non si debba cadere nella trappola dell'ansia per qualcosa che fondamentalmente si è scelto di fare.
Io ho scelto, e difeso con le unghie e con i denti, questo mio ritorno all'università, che mi voglio godere fino all'ultimo secondo, per cui vivrò l'adrenalina -che c'è, non lo nego- per gli esami, come un regalo, una sorta di "droga naturale" che lascia, ad oggi, solo buone sensazioni. Quando i ragazzi con cui studio mi chiedo se andrei in Erasmus, come se fosse un'esperienza imperdibile, io rispondo che sono già in Erasmus, e per di più per un anno e mezzo. E come ogni studente dovrebbe fare, nell'esperienza più esaltante della vita universitaria, non ci penso nemmeno un secondo a farmi rovinare questi "momenti di trascurabile felicità" dal panico pre-esami. Resto serena.
Almeno per ora.
E nel frattempo, per non farmi mancare niente, cambio pure casa. Domani, neve permettendo.
Quindi ne approfitto per ringraziare i miei coinquini Isaac e Valentina, sperando di non perderli di vista, perché è stato davvero un piacere vivere con loro.
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mercoledì 1 febbraio 2012
mercoledì 5 ottobre 2011
A lezione
Lunedì ho iniziato a pieno regime.
Lezioni dalle 8.30 alle 18.00 con una sola ora di pausa per il pranzo (dove Trastevere e Testaccio danno decisamente il meglio di loro..), finora Urbanistica e Progettazione, dove dei circa 200 studenti che eravamo, forse in 40 prestavano la dovuta attenzione a quello che veniva detto. E io, in questi 40 c'ero dentro a sprazzi. Ammetto che la mia capacità di attenzione è un po' discontinua, e credo di aver bisogno di "allenamento", ma considerando che dei circa 100 studenti che si sono portati il portatile con la scusa di prendere appunti, almeno 97, approfittando della wireless gratuita, navigavano beati su Facebook, non mi posso lamentare troppo. Insomma, per farla breve, non mi sento meno "in forma" per lo studio di nessuno dei ventenni che erano con me in aula.
E a occhiometro io sono la più grande. La più VECCHIA.
Qualcuno dei ventenni si è avvicinato chiedendomi informazioni, qualcuno per presentarsi, altri mi guardavano come fossi una bestia da circo, altri erano talmente presi dai loro ciuffi da emo e dalla foggia del loro vestiario alla moda, che nemmeno si rendevano conto che erano in un'aula universitaria, ma a me va bene così.
Le lezioni sembrano interessanti per ora, il docente di Urbanistica si è dimostrato molto disponibile, mentre quello di Progettazione sembra un osso duro: me ne sono resa conto quando, alla divisione del corso in tre gruppi, quello dove sono capitata io, ha molti meno studenti degli altri due. C'è stato un fuggi-fuggi generale. Deduco che questo sia un prof. tosto, uno di quelli che se non lavori, non segui e non rimani al suo passo, l'esame con lui non lo passerai mai. A me comunque le sfide piacciono, e quindi resto. Il laboratorio del suo corso consiste ne progettare un asilo, utilizzando il legno come materiale costruttivo. Sembra divertente e nuovo, negli altri due corsi devono progettare una biblioteca e un museo.... abbastanza banali, e alla fine visti e rivisti, triti e ritriti. L'asilo è una cosa nuova, e con pochi edifici famosi a cui ispirarsi. La bibliografia fornita non è comunque così scarna, e mi costringerà ad infilarmi in una biblioteca, anziché fare affidamento solo su internet. Le premesse sembrano buone, e volontà ed entusiasmo non mi mancano.
Oggi inizia il laboratorio di Urbanistica, vedremo di che si tratta.
Altro aspetto positivo è che la casa, dove torno la sera, è piena di gente simpatica, e quindi (per ora) l'impressione iniziale è decisamente confermata. Devo far imbiancare la stanza. Volevo spostare l'armadio e rivestirlo con della carta colorata, vediamo un po'... lo faremo nella prossima settimana.
Ora mi preparo che alle 14 ho lezione.
Lezioni dalle 8.30 alle 18.00 con una sola ora di pausa per il pranzo (dove Trastevere e Testaccio danno decisamente il meglio di loro..), finora Urbanistica e Progettazione, dove dei circa 200 studenti che eravamo, forse in 40 prestavano la dovuta attenzione a quello che veniva detto. E io, in questi 40 c'ero dentro a sprazzi. Ammetto che la mia capacità di attenzione è un po' discontinua, e credo di aver bisogno di "allenamento", ma considerando che dei circa 100 studenti che si sono portati il portatile con la scusa di prendere appunti, almeno 97, approfittando della wireless gratuita, navigavano beati su Facebook, non mi posso lamentare troppo. Insomma, per farla breve, non mi sento meno "in forma" per lo studio di nessuno dei ventenni che erano con me in aula.
E a occhiometro io sono la più grande. La più VECCHIA.
Qualcuno dei ventenni si è avvicinato chiedendomi informazioni, qualcuno per presentarsi, altri mi guardavano come fossi una bestia da circo, altri erano talmente presi dai loro ciuffi da emo e dalla foggia del loro vestiario alla moda, che nemmeno si rendevano conto che erano in un'aula universitaria, ma a me va bene così.
Le lezioni sembrano interessanti per ora, il docente di Urbanistica si è dimostrato molto disponibile, mentre quello di Progettazione sembra un osso duro: me ne sono resa conto quando, alla divisione del corso in tre gruppi, quello dove sono capitata io, ha molti meno studenti degli altri due. C'è stato un fuggi-fuggi generale. Deduco che questo sia un prof. tosto, uno di quelli che se non lavori, non segui e non rimani al suo passo, l'esame con lui non lo passerai mai. A me comunque le sfide piacciono, e quindi resto. Il laboratorio del suo corso consiste ne progettare un asilo, utilizzando il legno come materiale costruttivo. Sembra divertente e nuovo, negli altri due corsi devono progettare una biblioteca e un museo.... abbastanza banali, e alla fine visti e rivisti, triti e ritriti. L'asilo è una cosa nuova, e con pochi edifici famosi a cui ispirarsi. La bibliografia fornita non è comunque così scarna, e mi costringerà ad infilarmi in una biblioteca, anziché fare affidamento solo su internet. Le premesse sembrano buone, e volontà ed entusiasmo non mi mancano.
Oggi inizia il laboratorio di Urbanistica, vedremo di che si tratta.
Altro aspetto positivo è che la casa, dove torno la sera, è piena di gente simpatica, e quindi (per ora) l'impressione iniziale è decisamente confermata. Devo far imbiancare la stanza. Volevo spostare l'armadio e rivestirlo con della carta colorata, vediamo un po'... lo faremo nella prossima settimana.
Ora mi preparo che alle 14 ho lezione.
Ah, questa è una delle nostre aule. Bella, no?
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lunedì 26 settembre 2011
Vita Universitaria
post brevissimo prima della nanna :)
Tra poche ore devo presentare i documenti alla segreteria didattica per la convalida degli esami... sono a Roma, in un B&B totalmente fuori mano, che per arrivare in facoltà domattina mi ci vogliono tre cambi d'autobus e un'ora almeno, ma era il meno caro, e quindi...
Sto guardando un po' di tivvù e che mi passano?
film emblematico, direi... :DDD
e con questo, visto che da domani devo cercare casa.... incrociate le dita!
Buonanotte!
Tra poche ore devo presentare i documenti alla segreteria didattica per la convalida degli esami... sono a Roma, in un B&B totalmente fuori mano, che per arrivare in facoltà domattina mi ci vogliono tre cambi d'autobus e un'ora almeno, ma era il meno caro, e quindi...
Sto guardando un po' di tivvù e che mi passano?
film emblematico, direi... :DDD
e con questo, visto che da domani devo cercare casa.... incrociate le dita!
Buonanotte!
sabato 24 settembre 2011
Quasi pronta
Beh, alla fine parto con questa avventura.
Molti di voi l'avevano già capito, leggendo tra le righe dei vecchi post. Grazie al lavoro, alla generosità della mia famiglia (che adoro!) e ai risparmi messi da parte per la macchina (che ovviamente ora dovrà attendere) sono riuscita a pagare le tasse previste qua a Cagliari, qualche spicciolo sopra il migliaio di euro, e a chiedere il trasferimento. Tra l'altro ho scoperto che c'era un esame inspiegabilmente non convalidato, e me lo hanno reinserito in carriera, un 30 in Storia dell'Architettura, da 5 crediti, sempre meglio di niente, direi, no?
Lunedì mattina devo consegnare tutti i documenti alla segreteria didattica della facoltà, e poi passare in segreteria studenti a verificare le scadenze delle tasse, dove dovrei recuperare almeno in parte la tassa di immatricolazione pagata qui.
E quindi parto domani pomeriggio, con un valigione enorme che contiene pure tutta la divisa da Giudice di Gara. Ho passato 2 giorni alla ricerca di un alloggio fino a giovedì prossimo che sono "a carico" della FITARCO, e sono letteralmente diventata scema. Alla fine ho scovato un alloggio delle suore, a 40 euro a notte, sulla Cassia. Speriamo bene. Da lunedì ovviamente devo cercare una stanza, magari con l'aiuto della bacheca di facoltà, e verificare l'orario delle lezioni che effettivamente devo seguire (l'orario è uscito ma è incomprensibile, perché non so quali sono gli esami che dovrò dare).
So che mi aspetta un periodo incasinatissimo, e dovrò fare i conti sia con i soldi sia col tempo a disposizione. So bene che dovrò tornare a casa ogni volta che posso, e che in pratica vivrò tra i mezzi dell'ATAC e gli aeroporti, ma va bene così. Intanto bisogna cercare di vederci chiaro sulle lezioni da frequentare. Poi il resto sarà discesa.
Alla fine di questo post, mi viene però da fare una riflessione: sto facendo una cosa davvero così folle? io non penso. Con questo blog, e con alcuni miei post su Facebook ho scatenato un vespaio senza precedenti, e ho avuto modo di leggere mille opinioni, tutte diverse, alcune anche "colorite" altre molto crude e altre ancora di appoggio totale. E mi sono fatta un'idea. Mi sto prendendo un bel rischio a cambiare la mia vita per esaudire una promessa fatta ad una persona che non c'è più, ma sono convinta che le persone che mi vogliono bene capiscono. Alcune tra queste mi hanno dimostrato un appoggio incondizionato, altre sono più titubanti, ma comunque mi sono accanto e mi sostengono. Non penso di essere né egoista né incosciente, ma capisco che alcuni possano temere che io abbandoni le cose che fin qui ho fatto (il gruppo di tiro con l'arco e il lavoro, principalmente). Per me, per come stanno le cose adesso, queste sono paure infondate. So che in queste cose ho al mio fianco persone validissime, che sapranno cavarsela pure se non sarò fisicamente sempre presente, e poi, esiste il telefono, internet, le videoconferenze e mille altri modi per tenersi in contatto, e collaborare.
Ah, dimenticavo... comunque il 5 ottobre ho un biglietto aereo per tornare a casa ^_^ almeno per un lungo weekend.
Molti di voi l'avevano già capito, leggendo tra le righe dei vecchi post. Grazie al lavoro, alla generosità della mia famiglia (che adoro!) e ai risparmi messi da parte per la macchina (che ovviamente ora dovrà attendere) sono riuscita a pagare le tasse previste qua a Cagliari, qualche spicciolo sopra il migliaio di euro, e a chiedere il trasferimento. Tra l'altro ho scoperto che c'era un esame inspiegabilmente non convalidato, e me lo hanno reinserito in carriera, un 30 in Storia dell'Architettura, da 5 crediti, sempre meglio di niente, direi, no?
Lunedì mattina devo consegnare tutti i documenti alla segreteria didattica della facoltà, e poi passare in segreteria studenti a verificare le scadenze delle tasse, dove dovrei recuperare almeno in parte la tassa di immatricolazione pagata qui.
E quindi parto domani pomeriggio, con un valigione enorme che contiene pure tutta la divisa da Giudice di Gara. Ho passato 2 giorni alla ricerca di un alloggio fino a giovedì prossimo che sono "a carico" della FITARCO, e sono letteralmente diventata scema. Alla fine ho scovato un alloggio delle suore, a 40 euro a notte, sulla Cassia. Speriamo bene. Da lunedì ovviamente devo cercare una stanza, magari con l'aiuto della bacheca di facoltà, e verificare l'orario delle lezioni che effettivamente devo seguire (l'orario è uscito ma è incomprensibile, perché non so quali sono gli esami che dovrò dare).
So che mi aspetta un periodo incasinatissimo, e dovrò fare i conti sia con i soldi sia col tempo a disposizione. So bene che dovrò tornare a casa ogni volta che posso, e che in pratica vivrò tra i mezzi dell'ATAC e gli aeroporti, ma va bene così. Intanto bisogna cercare di vederci chiaro sulle lezioni da frequentare. Poi il resto sarà discesa.
Alla fine di questo post, mi viene però da fare una riflessione: sto facendo una cosa davvero così folle? io non penso. Con questo blog, e con alcuni miei post su Facebook ho scatenato un vespaio senza precedenti, e ho avuto modo di leggere mille opinioni, tutte diverse, alcune anche "colorite" altre molto crude e altre ancora di appoggio totale. E mi sono fatta un'idea. Mi sto prendendo un bel rischio a cambiare la mia vita per esaudire una promessa fatta ad una persona che non c'è più, ma sono convinta che le persone che mi vogliono bene capiscono. Alcune tra queste mi hanno dimostrato un appoggio incondizionato, altre sono più titubanti, ma comunque mi sono accanto e mi sostengono. Non penso di essere né egoista né incosciente, ma capisco che alcuni possano temere che io abbandoni le cose che fin qui ho fatto (il gruppo di tiro con l'arco e il lavoro, principalmente). Per me, per come stanno le cose adesso, queste sono paure infondate. So che in queste cose ho al mio fianco persone validissime, che sapranno cavarsela pure se non sarò fisicamente sempre presente, e poi, esiste il telefono, internet, le videoconferenze e mille altri modi per tenersi in contatto, e collaborare.
Ah, dimenticavo... comunque il 5 ottobre ho un biglietto aereo per tornare a casa ^_^ almeno per un lungo weekend.
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