Mercoledì sera, dopo la lezione di Urbanistica, me ne sono volata a casa. Sapevo di avere gli altri giorni liberi: c'erano le lauree e un test di lingua straniera che non ho fatto. Quindi giovedì e venerdì erano liberi, e ovviamente poi veniva il weekend, ossia quattro giorni puliti per stare a casa dal maritino. Ho preso l'aereo e sono tornata in Sardegna.
Sono rientrata a Roma lunedì mattina col primo volo, giusto in tempo per andare a lezione alle 8.30, con l'ausilio di ettolitri di caffè, ovviamente.
Lo stesso ausilio per le lezioni serali. Prima lezione di Geometria Descrittiva. Il prof sembra uno in gamba (stampelle a parte) ma ha fatto 4 ore di lezione filate filate, finendo ben oltre le 18. Sono arrivata a casa stremata, ma gongolante perché in una esercitazione in classe, fatta al volo (lui li chiama ex-tempore) il prof mi ha detto che disegno bene. IO. Che ho sempre creduto di essere una frana.
Comunque, il post si chiama "considerazioni da prima settimana" e quindi....
Il prof di Urbanitica è tale e quale (il sosia, proprio!) al capomastro che ha costruito la mia casa in Sardegna, nota ai più per i biblici tempi di costruzione, tanto che qualcuno la chiama Sagrada, e nella quale i muri veramente dritti sono un'utopia.... la speranza è che la somiglianza si limiti al fisico, che sennò siamo fritti. Altra considerazione, ad ogni corso il docente di turno propone come libro di testo il libro scritto da lui: segno dei tempi di crisi dell'editoria? Qualcuno ha addirittura chiesto se di questi libri esiste la versione in pdf scaricabile (la parola "gratis" era sott'intesa... non molto sottinteso era invece il NO secco arrivato in risposta). Forse è avidità personale o vanagloria. O forse (sono fiduciosa) sono dei testi veramente validi, ancora non lo so. Le mie finanze ora non permettono sgarri, anche se si tratta di libri di testo.
Altra considerazione, ieri, a causa di un panino alle verdure, mi è venuto un attacco di gastrite devastante, e ho "seguito" le lezioni del pomeriggio in preda al panico.
Lezione imparata: portarsi il pranzo da casa.
Altra cosa, sul fronte colleghi:
la marea di pischellame presente fa in modo (non so come) di farmi sembrare meno fuori luogo io di loro. C'era una tizia che frequentava per la quarta volta lo stesso corso, e durante la lezione seguitava a limarsi le unghie. Altri non hanno fatto che altro che parlare di locali dove andare a divertirsi, e parrucchieri e "ohmmioddioooo guarda quella come è vestita, che tragediaaaaa!" durante tutta la lezione di Fisica Tecnica. Ero tentata di fare la collega vecchia-babbiona-stronza e di farli tacere, ma poi ho semplicemente cambiato posto: meglio tenerseli buoni, non sia mai mi serva un consiglio per la manicure.
Stamattina, invece, niente lezioni. Ho avuto modo di offrire il caffè al mio coinquilino Isaac, che è uscito di casa in giacca e cravatta (e finora io l'avevo sempre visto in abbigliamento casual). e con la scusa del caffè abbiamo fatto due chiacchiere. DUE, perché doveva andare a lavorare. Però è simpatico.
Devo comprare un aggeggio per attaccare la tivvù, e cercare le giornate per ridipingermi la stanza. Devo andare all'IKEA. E pulire un po'.
E devo studiare.
Nel primo semestre ho l'obiettivo di cinque esami. Ed è un obiettivo che non posso fallire, non me lo posso permettere sia come costo, sia come orgoglio personale.
Ho deciso di diventare una secchiona.
(vediamo quanto dura...)
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mercoledì 12 ottobre 2011
venerdì 2 settembre 2011
Va bene, iniziamo
Tra 2 giorni devo "consegnare" un lavoro importantissimo, e tra 5 ho il test d'ammissione all'università.
PANICO.
PAURA TERRORE FIFA TREMENDA.
No, non per il lavoro: faccio la wedding planner ormai da 4 anni, e con grandi soddisfazioni. Gli sposi che si sono affidati a me conservano buonissimi ricordi del matrimonio, e spesso mi chiamano per organizzare quello di parenti o amici, o anche solo per un saluto, il che per me è indice di grande stima e riconoscenza per il lavoro che ho svolto con loro. Mi posso ritenere soddisfatta. Una delle poche persone che ama il proprio lavoro, e che ne trae soddisfazione. E di questi tempi non è cosa da poco.
E appunto, domenica si sposano G. e F. e io ho ancora un sacco di cose da finire.
Ma questa volta c'è di più, mercoledì prossimo ho il test per entrare alla facoltà di Architettura di Roma 3, e devo studiare, rinfrescare la memoria su tutte quelle nozioni che per un diciottenne fresco fresco di diploma sono cose studiate ieri, ed invece per me sono concetti lontani anni luce. Si, perché io, il test d'ammissione, lo faccio a 33 anni suonati. Come dice un mio amico: "non preoccuparti, hai dalla tua la saggezza dell'età. Contro di te hai l'età stessa, invece"; e i mille impegni di una ragazza della mia età, aggiungo io.
Percui, visto che le giornate sono sempre di 24 ore, ho dovuto dividere il tempo tra studio e lavoro, e non è stato facile.
Certo, direte voi, hai voluto la bicicletta, e ora...
Ora è l'ora di pedalare, per cui:
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