Visualizzazione post con etichetta colleghi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta colleghi. Mostra tutti i post

domenica 1 luglio 2012

4 mesi, un semestre e un compleanno

Scrivo oggi, quando sono passati 4 mesi, appunto dal mio ultimo post.
E oggi faccio 34 anni.

A chi mi ha chiesto, in tutto questo tempo, come mai non aggiornassi più il blog (e devo dire con stupore che sono stati parecchi), ho sempre risposto che me ne mancava il tempo; in parte è vero, ma in parte non l'ho più fatto perché ho smesso di pensare che la mia fosse una sorta di avventura straordinaria. 
Oggi invece mi sento più "anacronistica" che mai.
Non so come spiegarlo, ma è come se avessi due vite. Il che è perfettamente normale, se penso che ho una casa (e l'IMU da pagare) e un marito in Sardegna, e un lavoro che mi porta in giro per l'Italia, ed invece io mi ostino a vivere a Roma, studio, preparo esami, esco e mi circondo di ventenni esattamente come se io fossi una di loro.
Ma non lo sono. Faccio i conti con il fatto che sto percorrendo una strada impervia, fatta di sacrifici chiesti a persone che avrebbero solo bisogno che io smettessi di sognare, e tornassi coi piedi nella realtà.
Faccio i conti, stanotte, che oggi non avrò mio marito ad abbracciarmi, e a farmi gli auguri nel suo modo tenero e stralunato, come mi ha abituato da 16 anni a questa parte, e non ci sarà mia mamma a preparami la stessa torta per la 34esima volta.
Ma soprattutto, come negli ultimi due anni, mancherà mio padre, l'uomo per cui faccio tutto questo. E' la sua la mancanza più acuta, e restano solo vecchie foto e il ricordo sfumato della sua voce. Che però a chiare lettere, sempre, chiede questa laurea che ora sembra talmente vicina da poterla quasi toccare.

E quindi oggi, rieccomi nella capitale, dopo un mese di lavoro su e giù per l'Italia per cercare di non dimenticare chi sono e il lavoro che faccio, a soffrire per un caldo infernale e cercare la concentrazione per preparare gli esami di questo semestre.
Sembrava più semplice e tranquillo del precedente, 4 mesi fa quando ho scritto qui l'ultima volta, ed invece si è rivelato molto, molto complicato. Avere a che fare con una professoressa super impegnata in mille progetti e con un corso, quello di Costruzioni, per niente facile, ha imposto dei ritmi altissimi, che non sempre sono riuscita a conciliare, soprattutto con il mio lavoro, che per quanto abbia voluto mettere un po' in disparte, mi ha preso abbastanza tempo. C'è da dire poi che la bassa frequenza delle ultime revisioni e la mole del materiale da produrre per l'esame sono due ostacoli abbastanza difficili da superare, e tali da avermi fatto pensare più di una volta di desistere. Ma non lo farò (maledetta testa dura!) e cercherò di passare anche questo, a fine sessione. Prima però mi aspetta l'esame di Meccanica delle Strutture: fortunatamente ho passato lo scritto con gli esoneri ottenendo un ottimo punteggio di partenza, e ora, venerdì prossimo darò l'orale.
E questa volta, nessun ripensamento per nessun voto. Nessun rifiuto, lo prometto.
Ma l'esperienza migliore del semestre, come avevo previsto, è stata quella a studio da Sandro, un professionista tutto d'un pezzo, creativo ai limiti della genialità, ed estremamente disponibile ad insegnare pure alle teste dure come me. Una esperienza che, dopo anche questa infernale sessione d'esame, spero di poter continuare.

Per cui mi rimbocco le maniche, gomiti ben poggiati al tavolo, culo sulla sedia e occhi sui libri (e sul CAD!)

Voglio però spendere un altro paio di minuti per fare dei ringraziamenti, intanto... giusto perché ai compleanni viene sempre voglia di fare dei bilanci...
innanzitutto a mia mamma, mia nonna e a mio marito, senza i quali tutto questo non sarebbe possibile, e a Luca (il Turgatto) amico di una vita, che è l'unico capace di rimettermi al mondo con un solo, semplice sorriso quando tutto sembra nero pece. A Betta e Giorgio, che festeggeranno con me queste 34 candeline, nel (vano) tentativo di non farmi notare la differenza tra me e loro, e portandomi gli appunti di meccanica (a Giò un grazie doppio per avermi "salvato il culo" all'ultimo esonero). Ai colleghi Gù, Ilaria e Federica per il supporto indispensabile, sempre per Meccanica, e a Giordano e Lorenzo, miei fedeli compagni di strada per Costruzioni (e scusate se spesso sono stata una palla al piede). All'architetto Sancineto per quello che fin qui ho imparato e per quello che ancora avrà voglia di insegnarmi. A tutti i colleghi del Cantiere Navale, con la splendida Martina a capofila, che da un mese non riesco più a frequentare a causa del mio lavoro e dove spero di poter recuperare, nonostante il lavoro. E grazie ai "miei" sposini Andrea e Alessia, che mi fanno capire che in fondo fare la wedding designer non è poi così male, e che posso sempre continuare a farlo anche se diventerò un architetto.

E come sempre, grazie a mio papà.


mercoledì 1 febbraio 2012

I 30 anni e il panico da esame

.... che non c'è. Almeno per ora, quando mancano 13 giorni al primo (che può essere sia Geometria Descrittiva che Urbanistica, dato che per entrambi gli appelli sono il 13 e il 27, e io mi sono prenotata a tutti e due).

Oggi, studiando a casa di un collega per l'esame di Fisica Tecnica, è uscito l'argomento "panico da esame" e  mi è stato fatto notare che io sembro serena e pacifica mentre tutti gli altri tremano e si gonfiano d'ansia già da un po'.
A scatenare l'argomento è stata una scenetta degna del miglior Fantozzi d'annata: il fratello del mio collega, sbadatamente (ed evidentemente non facendolo apposta) scollega dalla rete elettrica il pc dove un altro collega stava lavorando tutta la mattina, e ovviamente non era venuto in mente a nessuno di "salvare"... risultato, tutto da rifare. Seguono scene di isteria e urla, e insulti da far rabbrividire (e sbellicare dalle risate).

E mentre a qualcuno iniziava quasi a scendere una lacrima, io tranquilla dico che infondo sono cose che capitano, e che non è il caso di farne un dramma. Mi hanno guardato come se fossi un'aliena, e mi hanno chiesto come facessi a stare calma e serafica nonostante lo stress e i quattro esami da dare in meno di un mese.
Per rispondere mi ci è voluto un po', ma credo che il "trucco" (se così si può chiamare) sia quello di pensare che studiare è un piacere, e che infondo i problemi della vita sono altri. Verrebbe da dirvi le bollette i casini sul lavoro perdere un genitore, ma a parte queste catastrofi, in genere, credo che non si debba cadere nella trappola dell'ansia per qualcosa che fondamentalmente si è scelto di fare.

Io ho scelto, e difeso con le unghie e con i denti, questo mio ritorno all'università, che mi voglio godere fino all'ultimo secondo, per cui vivrò l'adrenalina -che c'è, non lo nego- per gli esami, come un regalo, una sorta di "droga naturale" che lascia, ad oggi, solo buone sensazioni. Quando i ragazzi con cui studio mi chiedo se andrei in Erasmus, come se fosse un'esperienza imperdibile, io rispondo che sono già in Erasmus, e per di più per un anno e mezzo. E come ogni studente dovrebbe fare, nell'esperienza più esaltante della vita universitaria, non ci penso nemmeno un secondo a farmi rovinare questi "momenti di trascurabile felicità" dal panico pre-esami. Resto serena.

Almeno per ora.


E nel frattempo, per non farmi mancare niente, cambio pure casa. Domani, neve permettendo.
Quindi ne approfitto per ringraziare i miei coinquini Isaac e Valentina, sperando di non perderli di vista, perché è stato davvero un piacere vivere con loro.

venerdì 27 gennaio 2012

Mezzo scalino dei quattro da salire

Stamattina c'era sciopero dei mezzi pubblici. E siccome io sono a piedi, non sono potuta andare in facoltà a ritirarmi i risultati dell'ultimo esonero di Geometria Descrittiva. Ma la tecnologia (che ai tempi delle mie prime esperienze universitarie non c'era) aiuta gli studenti, e quindi ecco che i risultati sono prontamente on-line sul sito del docente.
Sapevo che l'ultimo esonero (quello generale) non era andato bene, sono andata nel pallone e non mi tornavano delle fughe della prospettiva. Avevo perso troppo tempo per sistemare alcuni aspetti della tavola da consegnare, che poi erano futili, non accorgendomi che ero rimasta sostanzialmente senza tempo per fare una prospettiva decente, che quindi ho realizzato quasi "a schizzo". E comprensibilmente ho preso un votaccio, rispetto agli esoneri precedenti.

Ma nonostante questo, alla fine, sono risultata ESONERATA. In sostanza vuol dire che per avere il voto sul libretto devo solo consegnare le tavole definitive sull'edificio assegnato, e farmi convalidare il voto che lui ha pensato. Che ad oggi, qualunque esso sia, VA BENE.
Il mio obiettivo è la laurea, la media non mi interessa moltissimo, e di sicuro non intendo rifiutare niente.
So che non è un bel discorso da fare, soprattutto per chi, come me, decide di fare l'università mosso da motivazioni diverse dall'avere un pezzo di carta per il futuro, ma la fretta di finire, e sostanzialmente di tornare a casa è molta, e quindi le scale si guardano solo in un senso, e non si torna indietro.
E' una riflessione che faccio, sostanzialmente, solo oggi. Con mio marito (finalmente) qui a Roma con me. Con lui qui mi sono resa conto che la mia vita prima della "follia universitaria" mi manca. E quindi, anche se non voglio rinunciare a questa esperienza, non posso perdere tempo.

A proposito dell'incursione romana di mio marito, ieri l'ho presentato ad alcuni colleghi. Ci tenevo che lui li conoscesse, perché capisse cos'è la mia vita qui, e le persone che ci girano intorno, e allo stesso tempo mi faceva piacere che i miei colleghi lo conoscessero. E nonostante l'imbarazzo iniziale (da parte di tutti), alla fine è stata una bellissima serata, a cominciare dal tiramisù di POMPI (locale romano specializzato e rinomato), per poi finire a mangiare i carciofi alla giudìa da "Giggetto al Portico d'Ottavia": una vera esperienza di vita: mai cibo fu più appagante, lo dico davvero. (certo... che pure le puntarelle, non scherzavano)







E passeggiando tra una chiacchiera e l'altra in giro per una Roma mai fredda nonostante fossimo quasi sotto zero, ho rotto un tacco nei sampietrini. Delle scarpe nuove appena regalate da mio marito.

martedì 24 gennaio 2012

ripigliamoci...

Da troppo, troppissimo tempo non scrivo per il blog e per i miei (pochi ma buoni) affezionati seguaci, ma dopo aver visto che  il mio blog figura tra i risultati ricerca di Google se si digita "devo studiare ma non ne ho voglia", devo assolutamente scrivere qualcosa per rintracciare quel GENIO che ha digitato la frase nel motore di ricerca.
Lui sarà il mio idolo. Più di Wright, più di Le Corbusier, più pure del Palladio, o di Ictino. L'uomo del secolo! .... o perlomeno l'uomo di questa sessione d'esami.

Si, perché le lezioni sono quasi finite (rimane lo "zoccolo duro" di Geometria Descrittiva che ho imparato lentamente a detestare), e si avvicina a grandi passi la prima fatidica sessione d'esame.
DEVO STUDIARE MA NON NE HO VOGLIA.

Beh, non è proprio così... diciamo che per la teoria sono quasi a posto, e non mi pesa, sono perlopiù cose interessanti e, per esempio, il docente di Urbanistica ci ha dato uno stralcio di ipotesi di domande d'esame, agevolandoci lo studio (per cui non sarà mai ringraziato abbastanza), ma è delle innumerevoli esercitazioni, dei progetti su Autocad, o delle tavole 50x70 a mano libera che non ho voglia.
La scrivania è piccola (scusa n.1), ho freddo (scusa n.2) e non ho tempo (scusa n.3), ho Autocad in inglese (scusa n.4) e così via.... passando per la scusa delle scuse: ho l'influenza.
Non ho ben capito se l'influenza mi viene adesso perché non sono incasinata abbastanza, o se mi sto incasinando perché ho l'influenza (tra l'altro per la seconda volta nella stagione), fatto sta che domani ho l'ennesima revisione di Progettazione, e ancora non ci ho capito granché.
Il mio asilo prende forma, e adesso mi piace molto più di prima, ma ancora non è (né per me né per il docente) ad un livello da potermi dire soddisfatta. In più ho cominciato -più che altro perché costretta- a fare revisione con il professore-capo, e non più con l'assistente (ah, però quanto mi manca!) e quindi la cosa è di nuovo tornata nei regimi di pragmaticità che si conviene ad un progetto architettonico. Peccato, perché il risvolto psicologico del work-in-progress mi attirava un sacco... magari domani, dopo aver revisionato con capo, mi avvicino e gli chiedo un'opinione, così, giusto per. Anche se so che ci saranno i "colleghimoltogiovani" che mi prenderanno in giro, come ormai prassi.

E a proposito di colleghimoltogiovani non vi più ho detto niente della gitarella lagunare... beh, ho riso talmente tanto che ancora adesso, al ricordo, mi fanno male le guance e gli addominali -o quel che ne resta. Avete presente la famosa leggenda che narra dei condannati a morte nella Venezia Serenissima, che se riuscivano a passare radenti alla quarta colonna del Palazzo Ducale senza cadere (di schiena e con le mani legate) avrebbero avuta salva la vita? ecco, siccome i due sono peggio di San Tommaso, si sono voluti cimentare.
Sono stati giorni bellissimi, intensi anche se freddissimi, e non ringrazierò mai abbastanza i miei compagni di viaggio Betta e Giorgio per essersi lasciati conoscere in modo così speciale.

E, sempre a proposito di conoscere, vi ricordate? Goldrake meets Pokemon!
un vigile, 4 architetti e una palla di pelo :)
Ora torno a studiare, nonostante l'ora tarda. Domani sarà un grande giorno: per la prima volta da quando sono qui viene il mio maritino a trovarmi!!! quindi mi devo portare avanti con le cose da fare, se voglio dedicargli il tempo che merita. E chissà che Roma gli piaccia... ;)

lunedì 5 dicembre 2011

Il punto della situazione, e altri viaggi.

E' iniziato il terzo mese di lezioni... praticamente l'ultimo, se consideriamo che le lezioni finiscono il 16 dicembre e riprendono solo dal 9 al 20 gennaio.
Lo sprint finale.

E io sto già uscendo di testa, almeno un po'.

Facendo il punto, la situazione è questa:
Geometria Descrittiva è la materia che di fatto mi preoccupa di meno, ho fatto due esoneri e sono andati entrambi bene (anche se se sull'ultimo mi ha scritto in grande DISEGNA MEGLIO!!!) gli argomenti mi sono chiari, e non ho nessuna difficoltà, almeno così mi pare. E' solo un po' complicato non addormentarsi in pieno abbiocco post-pranzo il lunedì alle due.
Fisica Tecnica la sto seguendo poco, a dire il vero, perché ha in concomitanza proprio Geometria, e quindi mi trovo a dover fare una scelta, ma il docente è uno tranquillo, lo sa e mi ha lasciato libera. Ho comprato proprio oggi i libri di testo, e ad occhio sono cose che avevo già visto in passato, per cui mi sento sufficientemente serena. Poi vedremo se sarà così per l'esame.
Urbanistica invece mi sa che sarà un casino, mi sono intrippata in un lavoro solitario abbastanza grosso (quando ancora non avevo conosciuto i colleghi per fare gruppo) per di più su Cagliari, perché Roma non la conosco, e quindi mi trovo adesso a dover mettere mano al piano regolatore del capoluogo sardo, in un'area ben più vasta di quella degli altri gruppi, e in sostanza mi sono infognata. Dopo la questione del rilevamento delle strade non sono riuscita a fare revisione come si deve, e ora devo letteralmente correre ai ripari.
Progettazione resta il mio cruccio più grosso. Mi rendo conto che ho perso la mano, e che ancora non ho un mio "stile" (mentre alcuni colleghi hanno già definito una loro peculiarità, beati loro!). Mi piacciono le linee pulite, ma ad essere troppo lineari e razionalisti, in realtà tradisco la mia personalità, e pare che questa cosa dall'esterno si noti un sacco. Quindi oltre a progettare questo benedetto asilo, devo, volente o nolente, in contemporanea fare un lavoro su me stessa. E questa è la cosa più difficile.

D'altro canto, mi pare di stare anche troppo bene, qui. I colleghi con cui sto lavorando e con cui esco sono persone bellissime. Oggi ho fatto un giro per Testaccio con un collega conosciuto fresco fresco venerdì, ed è stata una piacevole sorpresa di un'ora. Macchina d'epoca, e pizza con alici e fiori di zucca (più romano di così credo sia impossibile). Questi ventenni sono un portento: pieni di vitalità, pieni di pensieri profondi, io a vent'anni ero molto più arida e disillusa, a ripensarci. A dirla tutta assomiglio a loro più adesso che tredici anni fa. Sarà per quello che ci vado d'accordo.

In tutto questo, approfittando del "ponte" dell'immacolata, mi regalo Venezia per quattro giorni.
E regalo la mia bellissima città anche a due ColleghiMoltoGiovani, che verranno con me, e che la vedranno per la prima volta. Sono emozionata e terrorizzata nello stesso tempo, per questa esperienza. A parte che farò loro da guida (anche se hanno "Venezia è un pesce" di Tiziano Scarpa tra le mani, per cui vado sul sicuro), quello che mi spaventa è questo incontro tra il mio passato e il mio futuro: a Venezia ho i miei amici di infanzia, che mi accolgono sempre a braccia aperte; questa volta saluteranno anche i miei amici di ora, quelli con cui spero di condividere ancora un anno e mezzo di università. E ovviamente il salto generazionale è evidentissimo. Sarà un incontro esplosivo, nel quale io spero di essere all'altezza.

Per dirla alla Luca, Goldrake incontra i Pokemon. Non vedo l'ora.


sabato 26 novembre 2011

Ornamento è delitto

Bene.
Stamattina mi sono svegliata a mezzogiorno, cercando di capire se i crampi allo stomaco erano i residui del male di ieri sera, oppure era solo fame.
Ci ho pensato un attimo, e ho deciso che non me ne fregava nulla, ma non sarei rimasta in casa un minuto di più.
Doccia, un po' di trucco (bisogna pur coprire le occhiaie ad una certa età), e via in facoltà.

E' stato un piacere avere tutti i colleghi piccoli che mi chiedevano come stavo.... quasi come tornare a casa.............. casa? vogliamo parlare di casa? quale casa?

HO MESSO LE TENDE DA CHIARA, GIORGIO E GABRI.

e quindi, questo post, molto corto per la verità, è scritto dal Mac di Chiara, per cui non voglio approfittarne troppo, visto che approfitto pure del pouf-letto, ma valeva la pena postare il leit-motiv della casa....


GRAZIE COLLEGHI MOLTO PICCOLI!!!! (tanto poi mi faccio voler bene cucinando...)

giovedì 17 novembre 2011

Anche i duri piangono

Il giovedì è sempre la mia giornata nefasta della settimana. Vuoi perché è l'unico giorno senza lezioni, che quindi si traduce di solito in un giorno in solitaria, vuoi perché devo studiare da sola e mi rendo conto che il cervello non è allenato, ma il giovedì mi prende sempre la malinconia.
Oggi poi, mentre preparo la consegna per Progettazione 2, e studio per il primo esonero di Geometria Descrittiva (tutto domani), e mentre combatto col mal di schiena e i piedi freddi, mi sento veramente KO.
Complici anche i termosifoni rotti, e, se volete, anche lo sciopero dei mezzi pubblici.
La settimana scorsa ero a casa, in Sardegna, dove c'erano 24 gradi, e dove il letto era "riscaldato dall'interno" dal maritino, che questa volta non ha protestato per i miei piedi freddi messi a scaldare sulle sue sue gambe. Diciamo che il rientro è stato traumatico, ma per fortuna lo stuart di Ryanair (la frase "la luce è quella lì dove c'è la lampadina" resterà agli annali) e un amico con  il quale ho viaggiato, hanno alleviato il dispiacere del distacco da casa.
Però l'Università mi piace, mi piacciono anche i colleghi, con i quali mi sembra di giocare alla "sorella maggiore". Mi piace quello che sto studiando, e non mi pesa per niente.
Geometria Descrittiva è forse un po' macchinosa per me, ma mi rendo conto che sia utile, ho perfino iniziato a schizzare sui fogli improbabili assonometrie di edifici inventati, e, stupendomi, mi vengono bene e non tutti sproporzionati come prima.
E l'esame di Progettazione 2, beh, è finora quello che mi entusiasma di più. Mi piace l'idea dell'asilo, ho già un sacco di idee su come farlo, e non vedo l'ora di mettere tutto nero su bianco.
Vogliamo parlare di Urbanistica? il prof è un vero spasso, divertente, arguto, accattivante, sa come far piacere una materia che è (fondamentalmente) un dedalo di leggi e normative. Menomale.

Ma oggi (perché è mia ferma intenzione cazzeggiare anziché studiare) vi voglio raccontare dei miei colleghi, o almeno di un paio di loro. Ragazzi che hanno voglia di imparare. Questa è stata la mia impressione. Sono persone solari, anche se loro si definiscono "matti": io credo che non abbiano ben capito chi è la vera matta, perché a dire il vero io li vedo "regolarissimi" mentre quella fusa di cervello mi sembro io. Martedì sera mi hanno invitato a cena da loro. Come capita spesso, mi sono messa ai fornelli (Turgatto, come vedi non hai l'esclusiva ^_^ ) e questo ha fatto in modo di creare una sorta di "complicità" con i padroni di casa, e gli altri ragazzi presenti. La serata è volata, serena e liscia come l'olio, e in un batter di ciglia era mezzanotte. Mi hanno praticamente impedito di mettermi sui mezzi pubblici per tornare a casa e mi hanno preparato un letto improvvisato: ho dormito lì.
Mi sono sentita bene, e l'impressione netta di essere "fuori quota" è quasi svanita. La loro ospitalità, la loro gentilezza è stata disarmante. Sinceramente non ci sono abituata. Ma questa è una piacevole sorpresa.

Ieri a lezione uno di loro mi ha detto "mi casa es tu casa, vieni quando vuoi". Beh, ragazzi, sinceramente, di quel ORNAMENTO E' DELITTO appeso al soffitto, non se ne può più fare a meno. E poi devo decorare quell'orrido lampadario e trasformarlo in un oggetto di design.

PS
Martedì avremmo dovuto fare una foto per inserirla in questo post, ma il chianti, e il liquore al pistacchio, assieme alla castagne arrosto, ce lo hanno impedito.

venerdì 28 ottobre 2011

Allora, lo vogliamo aggiornare 'sto blog!?!

Okay, sono latitante da un po', ma vi confesso che ho perso l'ispirazione della scrittrice. Cioè, diciamo che non so in quale cassetto l'ho infilata e non riesco a trovarla. Un po' come quando perdi la maglietta preferita, proprio la sera che vorresti indossarla per uscire.

In facoltà va tutto benone, mi sono messa in pari con le esercitazioni di Geometria Descrittiva, quelle di Urbanistica. Per Progettazione dobbiamo ancora studiare degli asili, e almeno mi son fatta le copie necessarie dei progetti per poterci lavorare sopra. Tra l'altro per Progettazione ho preparato un lavoro in powerpoint sul sopralluogo che abbiamo fatto la settimana scorsa, ma alla fine il prof ha deciso di non farmelo presentare in aula. Menomale!

Ah, altra notizia è che, come prevedibile, ho smesso di fare la secchiona snob. Non ci sono tagliata, io, per fare l'asociale, anche se mi sento in imbarazzo esagerato con questi colleghi che hanno, scarsi, i due terzi dei miei anni. Mi piace questo clima universitario, mi piace stare in mezzo a loro, ma forse, protetta dall'aura di "secchionite snob" mi sentivo più a mio agio. Ora è come se mi fossi scoperta ad un gruppo di ragazzi che hanno i miei stessi sogni, ma molto più tempo per realizzarli.
Ci sono sempre quelli che in aula cazzeggiano, quelli che continuano a parlare di locali ed happyhour, ma ci sono, e sono parecchi, quelli che studiano, che si appassionano, e che generosamente ti coinvolgono nei loro pensieri.

E quindi poi capita che te li vai a cercare su Facebook, o che ti cerchino loro, e che ti chiedano come mai hai fatto questa scelta, estrema se vogliamo, di lasciare la famiglia a casa, gli affetti, di buttare tutta la vita per una laurea che forse, se va bene, ti renderà disoccupato, e se va male invece ti renderà disoccupato, disperato e sul lastrico; che ti chiedano un sacco di cose, che ti dicano un sacco di cose, e, all'improvviso, capisci che infondo davvero sei più grande.

mercoledì 12 ottobre 2011

Considerazioni da prima settimana

Mercoledì sera, dopo la lezione di Urbanistica, me ne sono volata a casa. Sapevo di avere gli altri giorni liberi: c'erano le lauree e un test di lingua straniera che non ho fatto. Quindi giovedì e venerdì erano liberi, e  ovviamente poi veniva il weekend, ossia quattro giorni puliti per stare a casa dal maritino. Ho preso l'aereo e sono tornata in Sardegna.
Sono rientrata a Roma lunedì mattina col primo volo, giusto in tempo per andare a lezione alle 8.30, con l'ausilio di ettolitri di caffè, ovviamente.
Lo stesso ausilio per le lezioni serali. Prima lezione di Geometria Descrittiva. Il prof sembra uno in gamba (stampelle a parte) ma ha fatto 4 ore di lezione filate filate, finendo ben oltre le 18. Sono arrivata a casa stremata, ma gongolante perché in una esercitazione in classe, fatta al volo (lui li chiama ex-tempore) il prof mi ha detto che disegno bene. IO. Che ho sempre creduto di essere una frana.

Comunque, il post si chiama "considerazioni da prima settimana" e quindi....
Il prof di Urbanitica è tale e quale (il sosia, proprio!) al capomastro che ha costruito la mia casa in Sardegna, nota ai più per i biblici tempi di costruzione, tanto che qualcuno la chiama Sagrada, e nella quale i muri veramente dritti sono un'utopia.... la speranza è che la somiglianza si limiti al fisico, che sennò siamo fritti. Altra considerazione, ad ogni corso il docente di turno propone come libro di testo il libro scritto da lui: segno dei tempi di crisi dell'editoria? Qualcuno ha addirittura chiesto se di questi libri esiste la versione in pdf scaricabile (la parola "gratis" era sott'intesa... non molto sottinteso era invece il NO secco arrivato in risposta). Forse è avidità personale o vanagloria. O forse (sono fiduciosa) sono dei testi veramente validi, ancora non lo so. Le mie finanze ora non permettono sgarri, anche se si tratta di libri di testo.

Altra considerazione, ieri, a causa di un panino alle verdure, mi è venuto un attacco di gastrite devastante, e ho "seguito" le lezioni del pomeriggio in preda al panico.
Lezione imparata: portarsi il pranzo da casa.

Altra cosa, sul fronte colleghi:
la marea di pischellame presente fa in modo (non so come) di farmi sembrare meno fuori luogo io di loro.  C'era una tizia che frequentava per la quarta volta lo stesso corso, e durante la lezione seguitava a limarsi le unghie. Altri non hanno fatto che altro che parlare di locali dove andare a divertirsi, e parrucchieri e "ohmmioddioooo guarda quella come è vestita, che tragediaaaaa!" durante tutta la lezione di Fisica Tecnica. Ero tentata di fare la collega vecchia-babbiona-stronza e di farli tacere, ma poi ho semplicemente cambiato posto: meglio tenerseli buoni, non sia mai mi serva un consiglio per la manicure.
Stamattina, invece, niente lezioni. Ho avuto modo di offrire il caffè al mio coinquilino Isaac, che è uscito di casa in giacca e cravatta (e finora io l'avevo sempre visto in abbigliamento casual). e con la scusa del caffè abbiamo fatto due chiacchiere. DUE, perché doveva andare a lavorare. Però è simpatico.
Devo comprare un aggeggio per attaccare la tivvù, e cercare le giornate per ridipingermi la stanza. Devo andare all'IKEA. E pulire un po'.
E devo studiare.
Nel primo semestre ho l'obiettivo di cinque esami. Ed è un obiettivo che non posso fallire, non me lo posso permettere sia come costo, sia come orgoglio personale.

Ho deciso di diventare una secchiona.
(vediamo quanto dura...)