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domenica 4 marzo 2012

Considerazioni da primo semestre

A settembre, quando ho fatto il test d'ammissione, tutto quello che c'è stato in questi sei mesi, sembrava lontano ed etereo. Ed invece eccomi qui a tirare le somme di un primo semestre tutto sommato molto soddisfacente.
A numeri, ho dato 3 esami con un 30 in Fisica Tecnica, un 25 in Urbanistica e, ultimo, un 27 in Progettazione. All'inizio della sessione speravo di darne anche un quarto, ma alla fine ci ho rinunciato, perché probabilmente il mio fisico "da vecchietta" non avrebbe retto. Già così le notti in bianco sono state parecchie, figuriamoci con un altro esame da preparare. Però nella scelta di cosa lasciare a giugno ho pensato che fosse meglio lasciare l'esame con gli esoneri passati, perché così le cose da fare sarebbero state meno. E quindi Geometria Descrittiva passa alla sessione estiva.

Comunque, mentre dei primi due esami sapete tutto, del terzo, il cui esito è arrivato ieri (ma non avevo voglia di scrivere... troppo sonno arretrato, perdonatemi) non vi ho ancora detto nulla.
Innanzitutto il 27 è voto equo, e ci tengo a sottolinearlo. E' vero che è l'esame dove mi sono impegnata di più, dove ho perso notti a cercare di cavarne piede, non solo in vista dell'esame, ma anche durante le lezioni, ma mi rendo perfettamente conto che "la perfezione" del 30 era ancora molto molto lontana.
Autocad è ancora una selva oscura, e il sonno ha fatto si che mi dimenticassi completamente dei profili dei lucernari nella sezione della galleria centrale. O meglio, sezionato uno, gli altri erano diventati improvvisamente invisibili. Una svista terribile, e sufficientemente IDIOTA, direi. E quindi mi sono giocata il votone, ma pazienza.
Quello che resta, di questo esame che di sicuro è stato il più entusiasmante, è l'aver imparato che non bastano le idee, ci vogliono metodo e rigore (per dirla alla Sancineto), ma che comunque la strada migliore è quella di seguire le proprie convinzioni. Ho imparato che ad ogni problema c'è una soluzione, e che non c'è internet che tenga: riviste e libri in architettura sono strumenti fondamentali. E c'è sempre, per fortuna, chi ha risolto quel problema prima di te.
Per dirla tutta, e vi prego di non prendermi per scema, oggi, mentre non facevo niente, immersa nell'ozio pre secondo semestre, ho riaperto il CAD e mi sono messa a correggere le tavole dell'esame. Ho resistito un'ora prima di fermarmi e di ridermi addosso. Avrei voglia di continuare a lavorarci su questo asilo, nonostante le nottate insonni passate, voglia di migliorarne il progetto, di rifare il plastico (che onestamente fa schifo), di ridisegnare le tavole..... anche di ridare l'esame, ma tra due giorni ricominciano le lezioni, con nuovi corsi e nuovi progetti da fare. Che spero siano altrettanto formativi.
E poi resta l'onore di aver conosciuto persone come Davide, dalla gentilezza pressoché infinita, e l'Architetto Sancineto, professionista dal talento indiscutibile, e con grandi doti comunicative.  Che spero non si sia mai sentito offeso o sminuito dal mio esuberante dargli del tu, e dal mio temperamento, ammetto, sui generis. 
A fine corso, quando tutti se ne stavano per andare, gli ho chiesto se potevo andare ad imparare a studio da lui. Sono riuscita a strappargli un si, probabilmente per esasperazione. E questo, per me, vale più di un 30. D'altronde, il mio secondo nome è perseveranza, altresì detta fracassamento di maroni.



mercoledì 22 febbraio 2012

Cose che fai anche se avevi promesso di non farle mai

.... tipo rifiutare un voto.

Ieri ho dato l'esame di Progettazione. Quello dell'asilo, per intenderci. Quello che tanto mi ha fatto preoccupare all'inizio del semestre, le mie notti insonni, la mia psicologia spiccia, il mio scarso allenamento a comporre (e la ruggine di 10 anni senza progettare, se si esclude casa mia e la cuccia dei gatti), la mia incapacità di lasciar trasparire dal progetto la mia personalità.

Insomma, alla fine questo asilo è venuto fuori, mi piace, e sono orgogliosa che sia un progetto originale, una cosa diversa rispetto a quelle dei colleghi, e che infondo è coerente con quello che volevo esprimere: la coesistenza armonica tra regola e trasgressione. Che per la psicologia spiccia è esattamente quello che sono io (o che credo di essere ^_^ )
Ho fatto quattro giorni di "chiusa", da sabato, e per due notti non ho nemmeno dormito, ma alla fine volevo dare quest'esame al primo appello, per due ragioni: la prima, che volevo "levarmelo dai piedi" il prima possibile, e lasciare l'ultima settimana per preparare urbanistica, e la seconda, perché se qualcosa fosse andato storto, avevo il secondo appello a disposizione, senza dover rimandare a giugno.
E allora, dopo una nottata sveglia a finire le tavole, con Autocad che si bloccava ogni mezz'ora (e conseguente ripasso di tutte le parolacce censite nella lingua italiana), a litigare con gli spessori delle penne, a sistemare le ultime cose che non andavano, e poi, alle cinque del mattino, iniziare a fare il plastico... alla fine, quando era già alba da un pezzo, drogata di caffè, sono andata in facoltà a dare questo benedetto esame. Che più che ad un esame di progettazione, mi sembrava di stare davanti al tribunale dell'inquisizione aspettando di sapere di che morte si deve morire. Anzi, nemmeno davanti, perché l'esame consiste nel consegnare gli elaborati e uscire dalla stanza, in attesa di essere richiamati per il verdetto finale. Così, dice il prof., impariamo a far parlare i progetti, impariamo che i buoni progetti devono sapersi raccontare da soli, senza bisogno delle spiegazioni del progettista.
- cosa che comunque ha una certa logica, e mi trova d'accordo, se non altro perché si evita l'effetto stridente che hanno le parole quando si cerca di dare una spiegazione pseudologica alle cazzate-

In ogni caso, sono arrivata in aula -ovviamente in ritardo- ho poggiato i  miei disegni sui tavoli, ho messo in bella mostra il plastico, e me ne sono uscita a farmi un cappuccino con doppio caffè, nell'attesa del risultato dell'esame.
Il prof e il suo fidato entourage si son presi un'ora buona per visionare, analizzare  giudicare i quattro progetti che c'erano... quando ci hanno richiamati in aula ho subito riguardato le mie tavole, e tra me e me ho pensato "ammazza quanto sono brutte!" e quindi, quando il professore ha detto che c'erano degli errori e che quindi non poteva darmi più di 25, io non mi sono minimamente scomposta: me lo aspettavo, anzi, mi aspettavo peggio. E quando mi ha detto che per lui potevo non prendermi quel voto, ma sistemare le cose e tornare al secondo appello, gli ho detto subito che il 25 non lo avrei accettato.

E pazienza se quando ho deciso di riprendere a studiare avevo promesso a me stessa e a tutti che, in onore del tempo breve che mi sono concessa per la laurea, non avrei mai rifiutato nessun voto.

Le parole dell'architetto Sancineto sono state fondamentali. Il progetto vale molto di più del 25 preso, e vale la pena sistemare le cose poche cose sbagliate o imprecise, per prendere un voto migliore.

okay... si vede un sacco che è fatto di notte.... lo devo rifare, secondo voi?


Anche se ciò vuol dire perdere altre notti di sonno per cercare di dare comunque Urbanistica, e fare tutte le cose in modo preciso e meticoloso per non lasciare che il professore possa appigliarsi a delle sbavature, e non darmi il voto che sento di meritare, e che mi hanno fatto capire che merito.

E quindi continuerò ancora per una settimana a "rompere le scatole" a Davide, l'assistente più giovane, che si merita non solo tutti i caffè promessi, ma pure la cena, per tutta la disponibilità, la gentilezza e la pazienza che ha, non solo con me, ma anche con tutti gli altri colleghi.
Romperò le scatole anche a Manuela, architetto fabbricatrice di orecchini portafortuna, che mi aiuterà con Autocad e i maledetti pennini, e a mio marito, che ormai non mi sente parlare d'altro da settimane.
Volevo rompere le scatole anche all'architetto Sancineto, mandandogli i disegni via mail, per avere un'opinione prima della stampa finale, ma (per sua fortuna) questa settimana è dall'altra parte del pianeta per lavoro, e non avrà tempo di leggere le mail.

E menomale che non ho promesso mai a nessuno di non rompere le scatole.

martedì 24 gennaio 2012

ripigliamoci...

Da troppo, troppissimo tempo non scrivo per il blog e per i miei (pochi ma buoni) affezionati seguaci, ma dopo aver visto che  il mio blog figura tra i risultati ricerca di Google se si digita "devo studiare ma non ne ho voglia", devo assolutamente scrivere qualcosa per rintracciare quel GENIO che ha digitato la frase nel motore di ricerca.
Lui sarà il mio idolo. Più di Wright, più di Le Corbusier, più pure del Palladio, o di Ictino. L'uomo del secolo! .... o perlomeno l'uomo di questa sessione d'esami.

Si, perché le lezioni sono quasi finite (rimane lo "zoccolo duro" di Geometria Descrittiva che ho imparato lentamente a detestare), e si avvicina a grandi passi la prima fatidica sessione d'esame.
DEVO STUDIARE MA NON NE HO VOGLIA.

Beh, non è proprio così... diciamo che per la teoria sono quasi a posto, e non mi pesa, sono perlopiù cose interessanti e, per esempio, il docente di Urbanistica ci ha dato uno stralcio di ipotesi di domande d'esame, agevolandoci lo studio (per cui non sarà mai ringraziato abbastanza), ma è delle innumerevoli esercitazioni, dei progetti su Autocad, o delle tavole 50x70 a mano libera che non ho voglia.
La scrivania è piccola (scusa n.1), ho freddo (scusa n.2) e non ho tempo (scusa n.3), ho Autocad in inglese (scusa n.4) e così via.... passando per la scusa delle scuse: ho l'influenza.
Non ho ben capito se l'influenza mi viene adesso perché non sono incasinata abbastanza, o se mi sto incasinando perché ho l'influenza (tra l'altro per la seconda volta nella stagione), fatto sta che domani ho l'ennesima revisione di Progettazione, e ancora non ci ho capito granché.
Il mio asilo prende forma, e adesso mi piace molto più di prima, ma ancora non è (né per me né per il docente) ad un livello da potermi dire soddisfatta. In più ho cominciato -più che altro perché costretta- a fare revisione con il professore-capo, e non più con l'assistente (ah, però quanto mi manca!) e quindi la cosa è di nuovo tornata nei regimi di pragmaticità che si conviene ad un progetto architettonico. Peccato, perché il risvolto psicologico del work-in-progress mi attirava un sacco... magari domani, dopo aver revisionato con capo, mi avvicino e gli chiedo un'opinione, così, giusto per. Anche se so che ci saranno i "colleghimoltogiovani" che mi prenderanno in giro, come ormai prassi.

E a proposito di colleghimoltogiovani non vi più ho detto niente della gitarella lagunare... beh, ho riso talmente tanto che ancora adesso, al ricordo, mi fanno male le guance e gli addominali -o quel che ne resta. Avete presente la famosa leggenda che narra dei condannati a morte nella Venezia Serenissima, che se riuscivano a passare radenti alla quarta colonna del Palazzo Ducale senza cadere (di schiena e con le mani legate) avrebbero avuta salva la vita? ecco, siccome i due sono peggio di San Tommaso, si sono voluti cimentare.
Sono stati giorni bellissimi, intensi anche se freddissimi, e non ringrazierò mai abbastanza i miei compagni di viaggio Betta e Giorgio per essersi lasciati conoscere in modo così speciale.

E, sempre a proposito di conoscere, vi ricordate? Goldrake meets Pokemon!
un vigile, 4 architetti e una palla di pelo :)
Ora torno a studiare, nonostante l'ora tarda. Domani sarà un grande giorno: per la prima volta da quando sono qui viene il mio maritino a trovarmi!!! quindi mi devo portare avanti con le cose da fare, se voglio dedicargli il tempo che merita. E chissà che Roma gli piaccia... ;)

lunedì 5 dicembre 2011

Il punto della situazione, e altri viaggi.

E' iniziato il terzo mese di lezioni... praticamente l'ultimo, se consideriamo che le lezioni finiscono il 16 dicembre e riprendono solo dal 9 al 20 gennaio.
Lo sprint finale.

E io sto già uscendo di testa, almeno un po'.

Facendo il punto, la situazione è questa:
Geometria Descrittiva è la materia che di fatto mi preoccupa di meno, ho fatto due esoneri e sono andati entrambi bene (anche se se sull'ultimo mi ha scritto in grande DISEGNA MEGLIO!!!) gli argomenti mi sono chiari, e non ho nessuna difficoltà, almeno così mi pare. E' solo un po' complicato non addormentarsi in pieno abbiocco post-pranzo il lunedì alle due.
Fisica Tecnica la sto seguendo poco, a dire il vero, perché ha in concomitanza proprio Geometria, e quindi mi trovo a dover fare una scelta, ma il docente è uno tranquillo, lo sa e mi ha lasciato libera. Ho comprato proprio oggi i libri di testo, e ad occhio sono cose che avevo già visto in passato, per cui mi sento sufficientemente serena. Poi vedremo se sarà così per l'esame.
Urbanistica invece mi sa che sarà un casino, mi sono intrippata in un lavoro solitario abbastanza grosso (quando ancora non avevo conosciuto i colleghi per fare gruppo) per di più su Cagliari, perché Roma non la conosco, e quindi mi trovo adesso a dover mettere mano al piano regolatore del capoluogo sardo, in un'area ben più vasta di quella degli altri gruppi, e in sostanza mi sono infognata. Dopo la questione del rilevamento delle strade non sono riuscita a fare revisione come si deve, e ora devo letteralmente correre ai ripari.
Progettazione resta il mio cruccio più grosso. Mi rendo conto che ho perso la mano, e che ancora non ho un mio "stile" (mentre alcuni colleghi hanno già definito una loro peculiarità, beati loro!). Mi piacciono le linee pulite, ma ad essere troppo lineari e razionalisti, in realtà tradisco la mia personalità, e pare che questa cosa dall'esterno si noti un sacco. Quindi oltre a progettare questo benedetto asilo, devo, volente o nolente, in contemporanea fare un lavoro su me stessa. E questa è la cosa più difficile.

D'altro canto, mi pare di stare anche troppo bene, qui. I colleghi con cui sto lavorando e con cui esco sono persone bellissime. Oggi ho fatto un giro per Testaccio con un collega conosciuto fresco fresco venerdì, ed è stata una piacevole sorpresa di un'ora. Macchina d'epoca, e pizza con alici e fiori di zucca (più romano di così credo sia impossibile). Questi ventenni sono un portento: pieni di vitalità, pieni di pensieri profondi, io a vent'anni ero molto più arida e disillusa, a ripensarci. A dirla tutta assomiglio a loro più adesso che tredici anni fa. Sarà per quello che ci vado d'accordo.

In tutto questo, approfittando del "ponte" dell'immacolata, mi regalo Venezia per quattro giorni.
E regalo la mia bellissima città anche a due ColleghiMoltoGiovani, che verranno con me, e che la vedranno per la prima volta. Sono emozionata e terrorizzata nello stesso tempo, per questa esperienza. A parte che farò loro da guida (anche se hanno "Venezia è un pesce" di Tiziano Scarpa tra le mani, per cui vado sul sicuro), quello che mi spaventa è questo incontro tra il mio passato e il mio futuro: a Venezia ho i miei amici di infanzia, che mi accolgono sempre a braccia aperte; questa volta saluteranno anche i miei amici di ora, quelli con cui spero di condividere ancora un anno e mezzo di università. E ovviamente il salto generazionale è evidentissimo. Sarà un incontro esplosivo, nel quale io spero di essere all'altezza.

Per dirla alla Luca, Goldrake incontra i Pokemon. Non vedo l'ora.


mercoledì 30 novembre 2011

Dove si compra il mordente?

Letteralmente, dal dizionario:
mordente [In funz. di sost.] - Sinonimi: aggressivitàcarattereverve || Vedi anche: briopersonalitàspiritovitalitàvivacità.


E come fare se un bel po' di persone ormai ti chiedono dov'è finito il tuo brio? Perché chi mi conosce sa bene che io di vitalità e vivacità ne ho -avevo?- da vendere (a parte nelle ore spaparanzata sul divano, ma ormai chi se le ricorda più...).

In sostanza, l'assistente di Progettazione mi ha detto che devo cercare di caratterizzare meglio, che devo dare incisività al mio asilo, trovargli una sua essenza, e divertirmi a progettare.... il mio asilo, per il concept che ha adesso, "manca di mordente".

- mi sono presa però un paio di complimenti per il coraggio di riprendere a studiare dopo dieci anni di stop ^_^-

Abbiamo anche parlato di impianto a basilica, impianto a croce greca, ma anche di spirale, insomma tutto quello che si può ricavare da una forma pura come il quadrato. Ma il mio, aule a sud, e servizi a nord, con una grande navata vetrata al centro, a dirla tutta, faceva davvero schifo. Eppure mi sembrava un'idea geniale, una "glass box" in cui i bimbi potessero divertirsi a colorare le vetrate e a fare le scivolate nel pavimento di gomma.  A vederlo adesso mi fa venire il voltastomaco (e per fortuna la pasta al pesto della cena era buona).

(giudicate voi, ma siate clementi, vi prego)

A parte il fatto che stasera, a furia di scomporre e ricomporre mi sembra di aver tirato fuori la brutta copia di un quadro di Mondrian, più che un'ipotesi piena di brio ed incisività per il progetto di un asilo,  non è di certo la critica (giustissima) sul concept del progetto, che mi ha perplesso.

Giusto un paio di post fa vi parlavo del mio amico Luca che mi diceva che mi mancava il mordente... e che il mio CollegaMoltoGiovane a modo suo faceva la stessa osservazione... ma allora è davvero così?

Può essere che tutta l'adrenalina per questo cambio di vita piuttosto radicale mi abbia davvero fatto perdere tutta la grinta, svuotandomi di entusiasmo e brio, che da che mondo è mondo mi contraddistinguono?

Quello di cui sono sicura è che a Laboratorio stasera, avrei potuto rimettere mano al concept, ma sono rimasta "ammaliata" ad ascoltare l'Architetto Sancineto -che ad ora è la scoperta più entusiasmante dell'intero semestre... vorrei che leggesse questo blog semmai dovesse avere un calo di autostima (vorrei lo leggesse comunque, ma boh)- mentre in modo ineccepibile trovava i punti critici nel concept di ognuno e ne suggeriva nuove suggestioni per potercisi muovere senza restare incartati, in modo (lui sì, ahimé!) ironico e brillante. Credo che il vedere in uno schema di progetto un cofanetto da trucco o un bracialetto che si snoda, sia davvero frutto di intuizioni geniali, e non so nemmeno quanto queste siano volute.... quel che è certo è che abbiamo fatto una revisione che a molti (me per prima) ha lasciato una scia di gioiosità che ci permetterà di lavorare con il sorriso sulle labbra, e quindi meglio.
Per inciso, il mio sembrava una fabbrica dei bambini, qualcosa alla Metropolis.... e non vi dico altro. Almeno il cofanetto da trucco è utile.... vabbé.

Mi porto dietro parole che fanno riflettere, e spronano: giocare con le forme, riallenare la mente a progettare,  montare e smontare gli elementi, costruire uno schema per poi divertirsi a romperlo. Ricordarsi che i bimbi dentro ad un asilo ci devono giocare, e quindi non possiamo inscatolare tutto....
in altre parole, le mie, e parafrasando un po', esce che devo trovare la forza di uscire dall'etichetta che mi sono appiccicata addosso, e riappropriarmi della mia autoironia, senza paura, ROMPENDO GLI SCHEMI.

Comincerò da questo asilo, passando per me stessa... smetterla di guardarmi come una "troppo grande" o magari "inadeguata" per entrare in quello che ora è la mia vita, una nuova opportunità per diventare quello che voglio essere, senza rinnegare quello che ho fatto fino ad ora, ma recuperando la verve, e la voglia di stupirsi ancora per quanto arriverà.

Come dire, smettere di guardare un quadrato come quattro linee, e vederci le infinite possibilità che esso contiene!

lunedì 21 novembre 2011

Paracetamolo ed esoneri

Siamo in pieno novembre, e come tutti gli universitari sanno, questo è il periodo cruciale degli esoneri, il primo dell'anno. Dopo un mese e mezzo di lezioni viene testato il nostro livello di apprendimento, e quindi ci accingiamo a dare prova di ciò che finora abbiamo assimilato.
Ma novembre è, come tutti sanno, anche il mese dei raffreddori, delle influenze e dei primi malanni.
Vuoi che la settimana scorsa ero in Sardegna, con 24 gradi e le mezze maniche, e che qui adesso ce ne sono scarsi 8, di gradi, e che nemmeno il piumone mi salva... insomma, da stamattina ho fatto già una ventina di starnuti. Ho gli occhi che mi bruciano, fatico a respirare e la concentrazione è più che mai labile.
E domani ho l'esonero di Fisica Tecnica.
A dire il vero è una settimana piena, questa: domani Fisica Tecnica, mercoledì revisione di Urbanistica, e venerdì prima consegna di Geometria Descrittiva. Per fortuna la consegna di Progettazione 2 l'abbiamo fatta la settimana scorsa (e anche l'esonero di Geometria Descrittiva, di cui tra un paio di giorni dovrei sapere i risultati) e almeno su questo fronte abbiamo giorni tranquilli.
Speriamo di essere in forma, domani, anche se a dirla tutta mi sembra che stia peggiorando, e che da stamattina, nonostante il paracetamolo da 1000, io stia decisamente peggio.
Quello che non so è cosa succederebbe se dovessi avere la febbre e non riuscissi ad andare all'esonero (e, diciamocelo, non è che io mi senta proprio così pronta). Come va dato l'esame? E' bene che io faccia qualche telefonata ai colleghi per capire, perché ho proprio l'impressione di avere la febbre incipiente. Io odio la febbre anche quando sono a casa coccolata da marito e mamma, figuriamoci ora e qui, che sono da sola!
Per fortuna, ho, da ieri, quattro nuovi gatti neri che mi fanno compagnia! :)
(creazione in carta, matita nera, biadesivo e specchi ikea)

giovedì 17 novembre 2011

Anche i duri piangono

Il giovedì è sempre la mia giornata nefasta della settimana. Vuoi perché è l'unico giorno senza lezioni, che quindi si traduce di solito in un giorno in solitaria, vuoi perché devo studiare da sola e mi rendo conto che il cervello non è allenato, ma il giovedì mi prende sempre la malinconia.
Oggi poi, mentre preparo la consegna per Progettazione 2, e studio per il primo esonero di Geometria Descrittiva (tutto domani), e mentre combatto col mal di schiena e i piedi freddi, mi sento veramente KO.
Complici anche i termosifoni rotti, e, se volete, anche lo sciopero dei mezzi pubblici.
La settimana scorsa ero a casa, in Sardegna, dove c'erano 24 gradi, e dove il letto era "riscaldato dall'interno" dal maritino, che questa volta non ha protestato per i miei piedi freddi messi a scaldare sulle sue sue gambe. Diciamo che il rientro è stato traumatico, ma per fortuna lo stuart di Ryanair (la frase "la luce è quella lì dove c'è la lampadina" resterà agli annali) e un amico con  il quale ho viaggiato, hanno alleviato il dispiacere del distacco da casa.
Però l'Università mi piace, mi piacciono anche i colleghi, con i quali mi sembra di giocare alla "sorella maggiore". Mi piace quello che sto studiando, e non mi pesa per niente.
Geometria Descrittiva è forse un po' macchinosa per me, ma mi rendo conto che sia utile, ho perfino iniziato a schizzare sui fogli improbabili assonometrie di edifici inventati, e, stupendomi, mi vengono bene e non tutti sproporzionati come prima.
E l'esame di Progettazione 2, beh, è finora quello che mi entusiasma di più. Mi piace l'idea dell'asilo, ho già un sacco di idee su come farlo, e non vedo l'ora di mettere tutto nero su bianco.
Vogliamo parlare di Urbanistica? il prof è un vero spasso, divertente, arguto, accattivante, sa come far piacere una materia che è (fondamentalmente) un dedalo di leggi e normative. Menomale.

Ma oggi (perché è mia ferma intenzione cazzeggiare anziché studiare) vi voglio raccontare dei miei colleghi, o almeno di un paio di loro. Ragazzi che hanno voglia di imparare. Questa è stata la mia impressione. Sono persone solari, anche se loro si definiscono "matti": io credo che non abbiano ben capito chi è la vera matta, perché a dire il vero io li vedo "regolarissimi" mentre quella fusa di cervello mi sembro io. Martedì sera mi hanno invitato a cena da loro. Come capita spesso, mi sono messa ai fornelli (Turgatto, come vedi non hai l'esclusiva ^_^ ) e questo ha fatto in modo di creare una sorta di "complicità" con i padroni di casa, e gli altri ragazzi presenti. La serata è volata, serena e liscia come l'olio, e in un batter di ciglia era mezzanotte. Mi hanno praticamente impedito di mettermi sui mezzi pubblici per tornare a casa e mi hanno preparato un letto improvvisato: ho dormito lì.
Mi sono sentita bene, e l'impressione netta di essere "fuori quota" è quasi svanita. La loro ospitalità, la loro gentilezza è stata disarmante. Sinceramente non ci sono abituata. Ma questa è una piacevole sorpresa.

Ieri a lezione uno di loro mi ha detto "mi casa es tu casa, vieni quando vuoi". Beh, ragazzi, sinceramente, di quel ORNAMENTO E' DELITTO appeso al soffitto, non se ne può più fare a meno. E poi devo decorare quell'orrido lampadario e trasformarlo in un oggetto di design.

PS
Martedì avremmo dovuto fare una foto per inserirla in questo post, ma il chianti, e il liquore al pistacchio, assieme alla castagne arrosto, ce lo hanno impedito.

venerdì 28 ottobre 2011

Allora, lo vogliamo aggiornare 'sto blog!?!

Okay, sono latitante da un po', ma vi confesso che ho perso l'ispirazione della scrittrice. Cioè, diciamo che non so in quale cassetto l'ho infilata e non riesco a trovarla. Un po' come quando perdi la maglietta preferita, proprio la sera che vorresti indossarla per uscire.

In facoltà va tutto benone, mi sono messa in pari con le esercitazioni di Geometria Descrittiva, quelle di Urbanistica. Per Progettazione dobbiamo ancora studiare degli asili, e almeno mi son fatta le copie necessarie dei progetti per poterci lavorare sopra. Tra l'altro per Progettazione ho preparato un lavoro in powerpoint sul sopralluogo che abbiamo fatto la settimana scorsa, ma alla fine il prof ha deciso di non farmelo presentare in aula. Menomale!

Ah, altra notizia è che, come prevedibile, ho smesso di fare la secchiona snob. Non ci sono tagliata, io, per fare l'asociale, anche se mi sento in imbarazzo esagerato con questi colleghi che hanno, scarsi, i due terzi dei miei anni. Mi piace questo clima universitario, mi piace stare in mezzo a loro, ma forse, protetta dall'aura di "secchionite snob" mi sentivo più a mio agio. Ora è come se mi fossi scoperta ad un gruppo di ragazzi che hanno i miei stessi sogni, ma molto più tempo per realizzarli.
Ci sono sempre quelli che in aula cazzeggiano, quelli che continuano a parlare di locali ed happyhour, ma ci sono, e sono parecchi, quelli che studiano, che si appassionano, e che generosamente ti coinvolgono nei loro pensieri.

E quindi poi capita che te li vai a cercare su Facebook, o che ti cerchino loro, e che ti chiedano come mai hai fatto questa scelta, estrema se vogliamo, di lasciare la famiglia a casa, gli affetti, di buttare tutta la vita per una laurea che forse, se va bene, ti renderà disoccupato, e se va male invece ti renderà disoccupato, disperato e sul lastrico; che ti chiedano un sacco di cose, che ti dicano un sacco di cose, e, all'improvviso, capisci che infondo davvero sei più grande.

mercoledì 19 ottobre 2011

HO LA MATRICOLAAAAA!!!!!!!!!!

"GENTILE MATRICOLA 452760, TI INFORMIAMO CHE IN DATA 19/10/2011 TI È STATO ASSEGNATO UN PIANO CARRIERA DI TIPO Statutario."


Non so ancora bene che cosa voglia dire. Da perfetta "smanettona" (come dice il prof di Progettazione) aggiorno prima il blog e poi vado ad informarmi. Spero che i crediti riconosciuti siano quelli comunicati in via ufficiosa. 


Qui tutto procede benone, le lezioni sono quasi tutte interessanti, e i docenti non sembrano nemmeno poi così male. 
Dico quasi perché il prof di Geometria Descrittiva, l'altro giorno, ci ha messo 4 ore (dico QUATTRO!) a spiegare la proiezione ortogonale di un punto e di una retta. Lo stesso concetto l'ho spiegato due settimane fa a mia nipote che fa la prima media, tempo inpiegato: mezz'ora scarsa. E ovviamente, visto che pare che questo tipo sia un genio della geometria descrittiva, l'aula era piena come un uovo e ho dovuto seguire la lezione seduta per terra, col culo appoggiato al gelido pavimento in cemento autolivellante... almeno ci fosse stato il riscaldamento a terra acceso... niente. 
A metà lezione mi sono messa a chiacchierare col collega a fianco, anch'egli col culo congelato, di congelamento e altre cazzate poco pertinenti. Un po' mi sono sentita in colpa... ma poi ho riflettuto sul fatto che le proiezioni ortogonali infondo le so, e che il mio culo gelido era più interessante.


Ieri è stata la volta dell'interessante lezione sulle normative che regolano l'edilizia scolastica per l'infanzia, tenuta dall'Arch. Sancineto, che è l'assistente del prof di Progettazione. So che avete avuto l'impressione che la parola "interessante" a fianco alla parola "normative" sia stridente, e perciò avete pensato che l'uso sia sarcastico. Non è così. Fidatevi. L'Arch. Sancineto è davvero bravo, e riesce a far sembrare interessante pure una materia noiosissima. Sarà perché è anche giornalista, e sa parlare bene. Questa cosa del saper parlare bene, senza lasciare che l'attenzione cada, è una dote fondamentale quando hai a che fare con studentelli poco più che ventenni il cui principale interesse sono i festini nei locali del Lungotevere; o con le studentesse un po' più che trentenni che hanno voglia di sentire qualcosa di interessante e nuovo sull'architettura, e che hanno una fretta incredibile di laurearsi.
E poi sembra uno dritto, il suo sito web dice che a soli 25 anni ha vinto un concorso-workshop internazionale a Parigi. (varie escalmazioni da suore orsoline random!!!)


Oggi pomeriggio è la volta del corso di Urbanistica, quello del prof che assomiglia al mio capomastro impedito. Il prof non è impedito per niente, e anche lui ha la stessa dote dell'assistente di progettazione (ma qualche anno in più). Devo andare a stampare la carta formato A3 di una zona di Cagliari per l'esercitazione, quindi penso che ora pranzerò (ad orario ospedaliero) e mi muoverò da casa. 


Vi aggiornerò sulla questione piano di studi statutario... boh. 



mercoledì 5 ottobre 2011

A lezione

Lunedì ho iniziato a pieno regime.
Lezioni dalle 8.30 alle 18.00 con una sola ora di pausa per il pranzo (dove Trastevere e Testaccio danno decisamente il meglio di loro..), finora Urbanistica e Progettazione, dove dei circa 200 studenti che eravamo, forse in 40 prestavano la dovuta attenzione a quello che veniva detto. E io, in questi 40 c'ero dentro a sprazzi. Ammetto che la mia capacità di attenzione è un po' discontinua, e credo di aver bisogno di "allenamento", ma considerando che dei circa 100 studenti che si sono portati il portatile con la scusa di prendere appunti, almeno 97, approfittando della wireless gratuita, navigavano beati su Facebook, non  mi posso lamentare troppo. Insomma, per farla breve, non mi sento meno "in forma" per lo studio di nessuno dei ventenni che erano con me in aula.
E a occhiometro io sono la più grande. La più VECCHIA.
Qualcuno dei ventenni si è avvicinato chiedendomi informazioni, qualcuno per presentarsi, altri mi guardavano come fossi una bestia da circo, altri erano talmente presi dai loro ciuffi da emo e dalla foggia del loro vestiario alla moda, che nemmeno si rendevano conto che erano in un'aula universitaria, ma a me va bene così.
Le lezioni sembrano interessanti per ora, il docente di Urbanistica si è dimostrato molto disponibile, mentre quello di Progettazione sembra un osso duro: me ne sono resa conto quando, alla divisione del corso in tre gruppi, quello dove sono capitata io, ha molti meno studenti degli altri due. C'è stato un fuggi-fuggi generale. Deduco che questo sia un prof. tosto, uno di quelli che se non lavori, non segui e non rimani al suo passo, l'esame con lui non lo passerai mai. A me comunque le sfide piacciono, e quindi resto. Il laboratorio del suo corso consiste ne progettare un asilo, utilizzando il legno come materiale costruttivo. Sembra divertente e nuovo, negli altri due corsi devono progettare una biblioteca e un museo.... abbastanza banali, e alla fine visti e rivisti, triti e ritriti. L'asilo è una cosa nuova, e con pochi edifici famosi a cui ispirarsi. La bibliografia fornita non è comunque così scarna, e mi costringerà ad infilarmi in una biblioteca, anziché fare affidamento solo su internet. Le premesse sembrano buone, e volontà ed entusiasmo non mi mancano.
Oggi inizia il laboratorio di Urbanistica, vedremo di che si tratta.

Altro aspetto positivo è che la casa, dove torno la sera, è piena di gente simpatica, e quindi (per ora) l'impressione iniziale è decisamente confermata. Devo far imbiancare la stanza. Volevo spostare l'armadio e rivestirlo con della carta colorata, vediamo un po'... lo faremo nella prossima settimana.
Ora mi preparo che alle 14 ho lezione.


Ah, questa è una delle nostre aule. Bella, no?